Silvia Tagliaferri

Copertina Anonima part time


La Sicilia, 15 gennaio 2012
Di Anita Tania Giuga


Anonima part time è un libretto di novantotto pagine, edito nella collana ARPABook di ARPANet, che potrebbe assurgere a manifesto di una generazione e di un genere: quello delle over tretenni; prostitute della prestazione di servizio occasionale: «Perché il lavoro è la linea che scontorna il tuo Io, la traccia della matita che ci disegna. Un po’ il lapis dell’Altissimo, se vogliamo», dice Tagliaferri, scrittrice di questo sorprendente diario di resistenza. Arpa Book lo pubblica, per l’appunto, a Natale in formato cartaceo, dopo un’operazione previa di vendita del pdf che ha superato la prova dei cinquanta acquisti.

Svenduta alla psicoanalisi, l’Anonima part time (no food, ché il cibo le ricorda il nutrimento, l’allattamento, la madre cattiva, il figlio schizoide, la follia, il delirio, la fase orale di Freud, la mancanza e il dolore) mordace nonché emotiva, con però tratti lirici e dolenti, ella deve sopperire al danno epocale di avere perso Dio-il padre-il lavoro (che nobilita l’uomo e spinge via la maggior parte delle donne in età da marito):
La gioia di un reperimento lavorativo degnamente pagato mi induce a rimuovere un dato di realtà importante, e cioè che il contratto offerto dalla ditta nicotinica è di prestazione occasionale. Non so perché ma questa cosa ha il sapore di escort, prostituzione, che sono tutte cose brutte e per giunta precarie.
Ma visto che la notte porta consiglio come il mio analista, mi corico mano nella mano al mio angelo Junghiano. E sogno filtri, cartine e tabacco.
Un journal intime dall’indomita timbrica toscana, mescolata a quei diastemi, a quelle pagine piene d’assenza, d’amore e benzodiazepine, quali sentiamo ci divertono e inteneriscono fino quasi alle lacrime. Un fraseggio asciuttissimo, quasi un racconto senza mai riprendere fiato, di sorellanza e affannosa ricerca di consenso (personale e sociale).

Pagine che hanno contrappuntato tutta la vita di Silvia Tagliaferri, se non anche la nostra. Di noi tutte che siamo anonime e sostituibili anzitempo.
Artista visiva e scrittrice, scomparsa prematuramente a trentotto anni, Silvia Tagliaferri ci lascia con un aurevoir  mite:

Sposare il cosmo per me è un po’ convolare a nozze con me medesima anonima, così da sposata mi prendo anche un nome e so quando girarmi se qualcuno mi chiama.
Perché io esisto.
Finché il mio cuore non va in pensione con la liquidazione dell’eden promesso.
Che tra l’altro il mio lavora tantissimo, vista la mia tachicardia riccorrente.
E le extrasistole.

 

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